un paio di cose le so, sul diritto. in un'epoca lontana, svogliatamente, studiavo libri che raccontavano la storia del progresso della società moderna, dei lumi del setteceto e della meravigliosa epopea degli stati liberali. degli stati di diritto. un paio di cose le so, adesso, a distanza di dieci anni me le ricordo ancora. le fondamenta dello stato di diritto vengono dritte dall'età dei lumi, sapete, monsieur montesquieue, la faccenda della separazione dei poteri.
il legislativo, l'esecutivo e il giudiziario. indipendenti l'uno dall'altro. niente ingerenze, o torniamo indietro nella storia, fenomeno pericolosissimo, non si sa mai che uno tornando indietro nel tempo perda i pezzi, mani, occhi, cervella, tutto. attenzione, quindi. separazione dei poteri!, gridavano i professori. poteri indipendenti!, urlavano.
certo, berlusconi a quel punto era durato al governo meno di un anno. ora, più o meno, a palazzo chigi s'è fatto un settennato. e la trasformazione della separazione dei poteri in conflitto continuo tra i poteri è un dato di fatto assodato ormai da tempo. però, nonostante le tante leggi ad personam, le porcate, in parlamento e al governo, fin qui non si era mai arrivati.
sapere come funziona la giustizia, in italia? la storia dei tre gradi di giudizio? la corte di cassazione come ultimo passo?
ecco, ora berlusconi emana un decreto legge ad personam (e quindi fuorilegge, per quanto gli italiani abituati a quelle ad cavalierem non se ne rendano nemmeno più conto, la fattispecie generale è costruita ad hoc sul caso eluana) che sbugiarda una sentenza passata in giudicato. ragazzi, questo è un golpe, anche formalmente. non si fa, è fuori dalla legge, fuori dalla costituzione. fuori dal concetto stesso di stato di diritto. la separazione dei poteri? la separazione dei poteri un corno? al di là del merito, su cui pure tanto ci sarebbe da discutere.
ci resta napolitano, adesso. pare che non firmerà. spero che non firmerà.
è che i lumi si stanno spegnendo. tutti, mi sa.
stateben
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venerdì 6 febbraio 2009
martedì 4 novembre 2008
the firts tuesday after the first monday in november
obama. obama. obama.
qualcosa dovrà pur andarci bene, cazzo.
no?
qualcosa dovrà pur andarci bene, cazzo.
no?
lunedì 29 settembre 2008
bankruptcy
come non detto.
a due giorni dalla fine del mese non ho resistito e ho fatto i conti.
risultato sconfortante.
uscite: 1.050 euro
entrate (presunte): 1.000 euro circa
quindi?
quindi in passivo. sto avviando le pratiche per la procedura fallimentare. chi è disposto a rilevare un trentenne con un deficit mensile di qualche decina d'euro e che vanta crediti (solo in minima parte liquidi ed esigibili, il grosso è con bozzi, quindi...) con amici e congiunti per un totale di 360 euro può farsi avanti.
poraccio.
abbracciebaci
a due giorni dalla fine del mese non ho resistito e ho fatto i conti.
risultato sconfortante.
uscite: 1.050 euro
entrate (presunte): 1.000 euro circa
quindi?
quindi in passivo. sto avviando le pratiche per la procedura fallimentare. chi è disposto a rilevare un trentenne con un deficit mensile di qualche decina d'euro e che vanta crediti (solo in minima parte liquidi ed esigibili, il grosso è con bozzi, quindi...) con amici e congiunti per un totale di 360 euro può farsi avanti.
poraccio.
abbracciebaci
mercoledì 2 luglio 2008
sostiene tabucchi
conoscete il migliore scrittore italiano vivente?
avete la pazienza di ascoltare la sua voce balbettante per poco meno di un quarto d'ora?
se avete qualche dubbio sull'integrità del cavaliere del lavoro che attualmente ricopre la carica di presidente del consiglio.
e se avete qualche dubbio anche sulla capacità del cinefilo che attualmente ricopre il ruolo di leader dell'opposizione in parlamento.
se vi va, in definitiva, andate qua:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/walter-e-i-maiali-di-orwell-audio/
a buon rendere
avete la pazienza di ascoltare la sua voce balbettante per poco meno di un quarto d'ora?
se avete qualche dubbio sull'integrità del cavaliere del lavoro che attualmente ricopre la carica di presidente del consiglio.
e se avete qualche dubbio anche sulla capacità del cinefilo che attualmente ricopre il ruolo di leader dell'opposizione in parlamento.
se vi va, in definitiva, andate qua:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/walter-e-i-maiali-di-orwell-audio/
a buon rendere
lunedì 28 gennaio 2008
l'architettura costituzionale
e adesso, uno si chiede.
elezioni subito?
oppure governo istituzionale?
che poi sarebbe lo stesso di "governo tecnico"?
quanto ci piacevano, questi termini, quando studiavamo diritto costituzionale. ci sentivamo parte di qualcosa di grande. di una comunità espressione del massimo grado di civiltà possibile. lo stato di diritto. le regole, e il rispetto delle regole, e il rispetto degli altri. il parlamento sembrava il luogo in cui si scriveva la storia e si postulavano i principi della convivenza civile.
poi vennero i cappi.
e gli sputi.
e le mortadelle.
sono passati dieci anni dai giorni in cui cominciai a studiare diritto costituzionale (o pubblico, come lo chiamano, più sbrigativamente, a scienze politiche o a economia), uno in meno (pressoché esatto, era senz'altro gennaio) da quando mi sono seduto davanti al professore fratello di una nota e sobria conduttrice televisiva per sostenere l'esame. ovviamente non ricordo di cosa parlammo. non andò troppo male, né troppo bene. ricordo quasi solo che quel professore si stiracchiò, togliendo già così un po' della riverenza che sentivo di dover sentire nei confronti di una tale materia. oggi sono combattuto. perché nonostante quel che vedo in televisione, quel che leggo sui giornali, continuo a provare un profondo rispetto, oserei dire una certa passione, per le regole su cui si fonda la società che quotidianamente mi capita di percorrere. regole che pure non funzionano più tanto bene, se è vero che è stato possibile che accadesse lo scempio a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi. ma il vicolo è cieco, non c'è dubbio.
e noi continuiamo ad aver fiducia.
a qualcosa, prima o poi, forse servirà.
elezioni subito?
oppure governo istituzionale?
che poi sarebbe lo stesso di "governo tecnico"?
quanto ci piacevano, questi termini, quando studiavamo diritto costituzionale. ci sentivamo parte di qualcosa di grande. di una comunità espressione del massimo grado di civiltà possibile. lo stato di diritto. le regole, e il rispetto delle regole, e il rispetto degli altri. il parlamento sembrava il luogo in cui si scriveva la storia e si postulavano i principi della convivenza civile.
poi vennero i cappi.
e gli sputi.
e le mortadelle.
sono passati dieci anni dai giorni in cui cominciai a studiare diritto costituzionale (o pubblico, come lo chiamano, più sbrigativamente, a scienze politiche o a economia), uno in meno (pressoché esatto, era senz'altro gennaio) da quando mi sono seduto davanti al professore fratello di una nota e sobria conduttrice televisiva per sostenere l'esame. ovviamente non ricordo di cosa parlammo. non andò troppo male, né troppo bene. ricordo quasi solo che quel professore si stiracchiò, togliendo già così un po' della riverenza che sentivo di dover sentire nei confronti di una tale materia. oggi sono combattuto. perché nonostante quel che vedo in televisione, quel che leggo sui giornali, continuo a provare un profondo rispetto, oserei dire una certa passione, per le regole su cui si fonda la società che quotidianamente mi capita di percorrere. regole che pure non funzionano più tanto bene, se è vero che è stato possibile che accadesse lo scempio a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi. ma il vicolo è cieco, non c'è dubbio.
e noi continuiamo ad aver fiducia.
a qualcosa, prima o poi, forse servirà.
mercoledì 16 gennaio 2008
dagli al magistrato
il magistrato li indaga e loro dicono che è un attacco politico.
il magistrato li mette dentro, o mette dentro le loro mogli, e loro dicono che è un tiro al bersaglio.
poi vanno in parlamento, quasi piangendo si dimettono, e raccolgono la solidarietà di tutti, ma proprio tutti, gli scranni.
amici, nemici, per un giorno uniti.
bene, abbattiamo pure ogni credibilità della magistratura.
neanche fosse uno dei tre poteri dello stato.
per difendersi occorre delegittimare l'altra parte, senza entrare nel merito. ovvio che è così. appannaggio dei berluscones, credevo. invece funziona così anche dalla nostra parte (perché sì, mastella è dalla nostra parte).
lasciamo perdere.
e lasciamo perdere il papa, operazione mediatica di nessuno spessore. sarebbe stato meglio nell'ordine: non invitarlo; non farla troppo lunga sul fatto che fosse stato invitato; non proibire ai contestatori di contestarlo. peccato.
così mi congedo, confidando in giove pluvio, che si prenda una vacanza anche lui. parigi con la pioggia un'altra volta, no.
au revoir
il magistrato li mette dentro, o mette dentro le loro mogli, e loro dicono che è un tiro al bersaglio.
poi vanno in parlamento, quasi piangendo si dimettono, e raccolgono la solidarietà di tutti, ma proprio tutti, gli scranni.
amici, nemici, per un giorno uniti.
bene, abbattiamo pure ogni credibilità della magistratura.
neanche fosse uno dei tre poteri dello stato.
per difendersi occorre delegittimare l'altra parte, senza entrare nel merito. ovvio che è così. appannaggio dei berluscones, credevo. invece funziona così anche dalla nostra parte (perché sì, mastella è dalla nostra parte).
lasciamo perdere.
e lasciamo perdere il papa, operazione mediatica di nessuno spessore. sarebbe stato meglio nell'ordine: non invitarlo; non farla troppo lunga sul fatto che fosse stato invitato; non proibire ai contestatori di contestarlo. peccato.
così mi congedo, confidando in giove pluvio, che si prenda una vacanza anche lui. parigi con la pioggia un'altra volta, no.
au revoir
venerdì 14 dicembre 2007
asia. torino
asian dub foundation.
ma cos'è il dub, esattamente?
reggae più lento, pieno di bassi, cupo di una cupezza densa, che sa di fosca penombra.
le dancehall, i dreadlocks e tutto il resto.
non che questi signori si occupino solo di questo genere di musica.
non che io li conosca troppo bene.
ma domani, al norman, saranno un piccolo evento.
all'urban, verso il meuri, verso il pampa, suoneranno invece gli statuto.
anche dieci anni fa, verso il meuri, verso il pampa, ma ancor di più verso il meuri e verso il pampa, suonarono gli statuto.
io pure.
ma questa è una storia già raccontata.
e noi, giovane popolo della notte perugina, interpellato a ogni pie' sospinto dalle arrembanti troupe televisive del belpaese in cerca di conferme alle loro tesi mormoniche, noi c'andremo, da una parte o dall'altra, o cosa?
o saliremo sulle nostre macchine e cominceremo a risalire la penisola fino a che non incroceremo, da qualche parte nei pressi dell'appennino, il finalmente di ritorno injejer, per scortarlo alla di lui magione?
oppure no, invecchieremo ancora di più e non ci smuoveremo dai nostri deschi?
lascia perdere johnny è un bel film.
l'album dei subsonica è un bell'album dei subsonica. ma microchip emozionale era un'altra cosa.
faulkner si prepara a salutarmi, e mi darà un dolore.
e si continua a litigare per recoba. un ottimo modo per sentirsi vivi.
take care
(e naturalmente non ho parlato, non ho speso neanche una parola per gli operai di torino, perché non serve, non sarei all'altezza, direi degno, come nessuno d'altronde, come nessuna parola aggiungerebbe un qualsiasi valore a quel che già di per sé dice tutto, perché è una vecchia storia, purtroppo è una terribile vecchia storia)
ma cos'è il dub, esattamente?
reggae più lento, pieno di bassi, cupo di una cupezza densa, che sa di fosca penombra.
le dancehall, i dreadlocks e tutto il resto.
non che questi signori si occupino solo di questo genere di musica.
non che io li conosca troppo bene.
ma domani, al norman, saranno un piccolo evento.
all'urban, verso il meuri, verso il pampa, suoneranno invece gli statuto.
anche dieci anni fa, verso il meuri, verso il pampa, ma ancor di più verso il meuri e verso il pampa, suonarono gli statuto.
io pure.
ma questa è una storia già raccontata.
e noi, giovane popolo della notte perugina, interpellato a ogni pie' sospinto dalle arrembanti troupe televisive del belpaese in cerca di conferme alle loro tesi mormoniche, noi c'andremo, da una parte o dall'altra, o cosa?
o saliremo sulle nostre macchine e cominceremo a risalire la penisola fino a che non incroceremo, da qualche parte nei pressi dell'appennino, il finalmente di ritorno injejer, per scortarlo alla di lui magione?
oppure no, invecchieremo ancora di più e non ci smuoveremo dai nostri deschi?
lascia perdere johnny è un bel film.
l'album dei subsonica è un bell'album dei subsonica. ma microchip emozionale era un'altra cosa.
faulkner si prepara a salutarmi, e mi darà un dolore.
e si continua a litigare per recoba. un ottimo modo per sentirsi vivi.
take care
(e naturalmente non ho parlato, non ho speso neanche una parola per gli operai di torino, perché non serve, non sarei all'altezza, direi degno, come nessuno d'altronde, come nessuna parola aggiungerebbe un qualsiasi valore a quel che già di per sé dice tutto, perché è una vecchia storia, purtroppo è una terribile vecchia storia)
mercoledì 12 dicembre 2007
mercoledì 17 ottobre 2007
mal d'africa
molti lo sanno già. la povera briakella, a coronamento di un viaggio nato male (aereo perso e rimedio in extremis), è stata rapinata da una banda di tizi armati di bastoni e machete irrotti nel cuore della notte all'interno del posto in cui stava dormendo con i suoi compagni. minuti di terrore puro, ovviamente. la mia giornata, per il resto briosa, ne è per forza di cose sconvolta. adesso speriamo che la lascino tornare indietro nonostante le beghe col passaporto del suo amico. avremo di che abbracciarla.
ci auguriamo tutti che i turcomanni lascino in pace trippa e stern.
minchia.
stay to me well
ci auguriamo tutti che i turcomanni lascino in pace trippa e stern.
minchia.
stay to me well
lunedì 10 settembre 2007
Partitoclastia
Cosa serve per governare? "Basta un buon ragioniere che entri in carica il primo gennaio e se ne vada il 31 dicembre. E non sia rieleggibile per nessuna ragione".
Chi è questo, Beppe Grillo? No...
Guglielmo Giannini.
Qualcuno se lo ricorda?
Chi è questo, Beppe Grillo? No...
Guglielmo Giannini.
Qualcuno se lo ricorda?
sabato 8 settembre 2007
Prima dell'America

Dunque, è ora di promuovere la nuova iniziativa di Banana Republic, e di precettare tutti quelli che il 17 settembre saranno a Perugia e dintorni. Quel giorno (è un lunedì) alla Sala dei Notari ci saranno i Wu Ming a presentare "Manituana", loro ultimo romanzo, storia degli albori della Rivouzione americana vista dalla parte degli indiani (o di alcuni di loro, perlomeno).
Si comincia intorno alle nove. Di sera, ovvio. Accorrete numerosi. Portate amici, parenti, chiunque. Non rimarranno delusi. A presto. E date un'occhiata ai siti qua sotto.
sabato 16 giugno 2007
Vox populi o vox dei?
"Dunque: nè Dio, nè sentimenti popolari nella giurisprudenza, ma cultura. Diritto e cultura".
Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale
Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale
mercoledì 13 giugno 2007
Un (altro) americano a Roma

Villa Borghese all'ora di pranzo è piena di impiegati in pausa. Molti si portano il panierino da casa. Le vaschette di Philadelphia vuote accatastate vicino agli incarti dello yogurt stonano un po' con le loro cravatte scure e le loro camicie celesti. Alcuni se ti si siedono a fianco ti salutano, altri no. Nel complesso capisco di guardarli con compassione. Ma anche con una certa simpatia, lo giuro. Mentre non riesco a non odiarli quando si affastellano davanti ai banconi trasparenti zeppi di cotolette fredde e insalate di farro dei bar.
Poi.
Ieri sera sono stato alla Basilica di Massenzio, per il Festival delle Letterature. Prima volta quest'anno, prima volta in vita mia. Luogo meraviglioso, a un passo dal Colosseo. Ospiti della serata erano Roberto Calasso ed E.L.Doctorow, che lessi qualche anno fu su imbeccata del talent scout letterario Forfecchia, il quale aveva scovato qualche lusinghiero riferimento di Bellow in una quarta di copertina o in un'introduzione. Un riferimento ulteriore rispetto all'identità delle lettere finali dei due cognomi, mi pare di ricordare. Insomma lessi Doctorow, e nemmeno mi piacque un granchè. Però è stato impossibile non rimanergli affezionato. Così, ieri, sono andato, portandomi dietro Nasic. Maddalena Crippa leggeva un brano estratto dall'ultimo romanzo dello scrittore americano, "La marcia", alternandosi con le note di un piano ben suonato. Poi è arrivato lui, un po' zoppicante nei passi e nella voce. Un uomo bello, pelato con la barba brizzolata ma quasi bianca. Ha letto un altro suo testo, mentre la traduzione scorreva illegibile sul maxischermo dietro di lui. Diceva che uno scrittore da alla realtà valori che normalmente non le si conferiscono. Scrivendola la legge. Fa una magia. Nasic seguiva. Poi ci siamo sparati un gelato in via Cavour, e la notte ha preso il largo.
State bene
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