venerdì 7 dicembre 2007

light in december

post di fine settimana a fare il paio con quello di lunedì. non so neanche se in fondo ho molto da dire. immagino che la mia scrittura sia un po' influenzata dalla meraviglia della lettura di faulkner. è sempre così, quando mi passa un suo libro tra le mani. mi si fissa in testa, e mi sembra di non riuscire a pensare, a formulare tutti i miei pensieri, in modo diverso da come potrebbe farlo lui se fosse al mio posto. certo, volando molto più giù. chiunque di voi non abbia mai provato la sensazione quasi estatica di immergersi in un suo romanzo, è pregato di farlo. sarà faticoso, ansiogeno, desolante, ma a un certo punto vi sentirete riempiti fino al midollo di puro coscienza della grandezza del mondo. non capita tutti i giorni. il libro di questi giorni è luce d'agosto. light in august. solito scatolone adelphiano, d'un ocra spento.
la fiera, invece, è quel che era un anno fa, e suppongo nelle altre edizioni. poca gente, ieri, che il giovedì chi volete che ci vada, a un mercato di libri? le scuole, più che altro, e qualche giornalista senza un cazzo da fare. a proposito, oggi è uscito un mio pezzo al riguardo su europa. chi volesse... oggi sarà una toccata e fuga, a portare un po' di materiale promozionale per il centro studi e nient'altro. che poi si riparte alla volta di perugia, nella smart di bozzi che martedì m'ha ospitato per mezz'ora almeno nel posto che nel migliore dei casi dovrebbe essere del cane (da caccia, magari). nasic di fianco a leopardo, che imprecava temendo arresti e sequestri. io, invece, mi sentivo già le ossa fracassate da un romano sbadato che faceva entrare il muso del suo pick-up nella nostra scatoletta rossa a quattro ruote.
ora vado.
a presto

lunedì 3 dicembre 2007

alla fiera dell'eur, per un soldo

l'ultimo post si intitolava compleanno. nel frattempo ne sono passati alcuni veri, di compleanni. quello di cagnini, presempio, che il 28 novembre ha compiuto 29 anni. poi, il primo dicembre, una sfilza: virginia (quella del blog qua sotto), 'l mì babo (settant'anni) e woody allen. ci sarebbe anche il padre di gabriél garcìa marquez, ma quello è morto da un pezzo, mi sa.
io sono reduce da un acquazzone e da un weekend a basso tasso di trasgressione. però ho avuto il privilegio di cenare insieme al meuri e ala su' frega. che non è poco.
giovedì, invece, inizia la fiera delle piccola e media editoria all'eur. mi toccherà farci un salto, ad accompagnare gli allievi del corso in editoria iniziato lunedì scorso. sarà delirante e divertente, suppongo, come sono di solito le fiere. vi saprò dire.
ora basta.
buon inizio settimana.
e non guardate, mai e poi mai, cento chiodi, l'ultimo film di ermanno olmi. insostenibile.

martedì 27 novembre 2007

cumpleaños

oggi, un anno fa, iniziavano vivalibri, roma e tutto il resto.
a queste pagine, credo, devo essere grato.
statemi bene.

venerdì 23 novembre 2007

fiumani di parole

accennavo a qualcosa per sabato.
ecco, telegraficamente: federico fiumani.

chi è costui?

chiedetelo a francesco bernardini.

e chi è quest'altro costui?

le cose si complicano.

allora date un'occhiata al sito http://www.diaframma.org/
risolverete almeno una delle due questioni. francamente la più importante

riassumendo in breve, i diaframma sono una band fiorentina che negli anni 80 andava per la maggiore nel misero panorama del rock italiano. fiumani ne è il leader incontrastato. su di lui si è sviluppato una sorta di piccolo culto. che coltiva continuando a suonare, e, da un po' di tempo, scrivendo. per questo domani sarà a perugia. prima, verso le cinque del pomeriggio, a presentare la sua autobiografia "brindando con i demoni" alla libreria la porta, a porta pesa. poi, verso le undici, a suonare, al loop.

vedete quel che potete fare. io, immagino, ci sarò in entrambe le occasioni. almeno per un po'.

e poi stasera, sempre al loop, tale the niro. romano de roma che canta in inglese, e per questo dà fastidio. ma prinz dice che è un fenomeno, e in giro se ne parla molto bene. io ho ascoltato al volo qualcosa, non sembra affatto male. probabile che meriti un salto. io, in ogni caso, sarò in centro. sentiamoci.

take care.

mercoledì 21 novembre 2007

metti in sesto il palinsesto

rai e mediaset, ai tempi del governo berlusconi, non si facevano la guerra. ma funzionavano come un'unica enorme catena televisiva. la programmazione era concordata, le moine nei confronti del premier e dei suoi compari pure. oggi l'ha scritto repubblica. ci sono dei fatti, dietro la notizia, e chiunque di voi può leggere ampliamente nel sito del giornale. voglio dire, voi lo sapevate? io qualche sospetto ce l'avevo.

va beh.

mentre la matassa thrilling continua ad aggrovigliarsi sempre di più, con africani che vanno e africani che vengono, io mi godo gli ultimi due giorni di romanità prima del ritorno al paesello, da dove manco ormai da una ventina di giorni. ho già un paio di cose da proporvi per sabato, sarò più preciso tra domani e venerdì. si tratta di fiumani, comunque. qualcuno già capirà.

ora a lavorar, che è ora.

venerdì 16 novembre 2007

gira la palla



ricordate l'orsacchiotto bianco rimasto orfano lo scorso anno allo zoo di berlino? knut. eccolo qua. è meraviglioso.

oggi intervista a vecchioni su europa. mia.

questa settimana niente perugia. tra un paio d'ore arriva chiara, che rimane fino a mercoledì per un congresso.

domani spero di andare al circolo degli artisti a vedere il concerto degli okkervil river. vi farò sapere.

qualcuno di voi prende l'abc sul satellite?

statemi bene.

mercoledì 14 novembre 2007

l'articolo (è vero, avevo detto che non se ne sarebbe parlato più)

Giovanni Dozzini
Pare che Perugia sia diventata Sodoma. Noi non ce n’eravamo accorti. Fortunatamente, prima che sulla città scendesse una purificatrice pioggia di fuoco a qualcuno è venuta la salvifica idea di trucidare un’inglesina di ventuno anni dopo aver con ogni probabilità abusato di lei. Meno male. Perché così i media nazionali per qualche giorno hanno rubato un po’ di spazio a gossip e chiacchiericci parlamentari e sono calati in massa nel cuore della profonda provincia, a togliere dai nostri occhi il velo che ci impediva di vedere quello che stava succedendo nelle nostre strade. E così, prima che il bubbone scoppi, avremo modo di inciderlo. Prima che sia troppo tardi, potremo provare a rimettere tutto a posto.
Già. Così vanno le cose, nel nostro Paese. Un crimine efferato è per forza sintomo di qualcosa di più grande, molto più grande. Basta leggere o ascoltare i pezzi di qualcuno degli inviati delle illustri testate giornalistiche che da qualche giorno a questa parte non possono esimersi dall’occuparsi di Perugia e del luogo di perdizione in cui s’è trasformata. Quelle descritte sono delle vere e proprie scene bibliche: orde di studenti fuori sede, italiani o stranieri che siano, che passano le giornate a dormire e le notti a bere o a drogarsi, tra festini all’insegna della trasgressione estrema e una strisciante e sottile violenza sottopelle; spacciatori che zampettano da un portone all’altro delle viuzze del centro, impuniti, minacciosi e oltraggiosi del pubblico decoro; malintenzionati pronti ad aggredire i passanti nascosti dietro ogni angolo, con tanto di mappe delle zone rosse della città, quelle da evitare a ogni costo, specie nel caso voi siate donne e vi troviate a dover passeggiare da sole nel bel mezzo della notte.
Chi non conosce Perugia, o la conosce poco, può credere che sia veramente così. E questo è il primo torto, non da poco, compiuto da questi giornalisti. Il secondo torto sta nella presunzione di poter dipingere il ritratto di una città basandosi su pochi e superficiali elementi. Il terzo torto, e per certi versi il più grave, consiste nell’aver travisato del tutto il proprio ruolo. Un giornalista, si diceva una volta, deve riportare i fatti, non esprimere giudizi di valore. Quelli vanno lasciati ai magistrati o ai preti. Invece sembra che questi reporter di strada si divertano a colorare di rosso e di nero i contorni di Perugia e di chi a Perugia vive, non avendo né il diritto né il dovere di farlo. Senza contare la scelta delle fonti, del tutto arbitraria, e il loro grado di autorevolezza, più che discutibile.
Intendiamoci, il fatto che si tratti di Perugia è del tutto accidentale. Questo è solo un caso, ma un caso particolarmente eloquente, che indica a chiare lettere qual è l’andazzo preso dall’informazione in Italia. Un andazzo molto preoccupante. Secondo il quale ogni opinione, ovviamente la più comoda a chi scrive, assurge a paradigma e i fatti diventano, tutti, opinabili. Ma la verità, tornando al caso specifico, al primo dei tre torti elencati poco fa, è che i ragazzi di fuori che studiano a Perugia sono una ricchezza enorme per la città. Dal punto di vista culturale e da quello economico. Quasi tutti amano divertirsi, è vero, molti di loro la sera vanno a ballare o alle feste, e alcuni ogni tanto alzano pure un po’ il gomito. Sarà che hanno vent’anni. Come hanno vent’anni quelli che scelgono di andare a fare l’università da un’altra parte, in Italia, in Europa, in tutto il mondo. A Roma o a Barcellona, a Strasburgo o a Nottingham, specie grazie al progetto Erasmus le nuove generazioni hanno imparato un nuovo concetto di integrazione. Parlano le lingue, comunicano quotidianamente con gente che si trova a migliaia di chilometri di distanza, conoscono sempre meglio culture diverse dalla propria. In quelle città i ragazzi hanno gli stessi modi di divertirsi. Piazza IV Novembre non è così diversa da San Lorenzo o dal Barrio Gotico, fidatevi. Sotto tutti i punti di vista. Anche lì c’è gente che spaccia, gente che ammazza e gente che viene ammazzata. È così quasi dappertutto, purtroppo.
Gli studenti di Perugia rappresentano, nel bene e nel male, una fetta di futuro della società italiana e non solo di quella italiana. A chi li liquida come un esercito di sodomiti dedito esclusivamente alla dissoluzione farebbe bene approfondire un po’ di più. La generalizzazione, l’approssimazione, la superficialità fanno male al giornalismo. Fanno male alla realtà delle cose. In questo caso stanno facendo malissimo a Perugia.
Corriere dell'Umbria
domenica 11 novembre 2007