sabato 29 dicembre 2012
Top Ten - I migliori dischi del 2012
Già l'ho detto: brutta annata, per la musica rock. Pochi bei dischi, e praticamente niente di nuovo. Certo, si tratta sempre e comunque della mia piccola galassia di riferimento. Prendetela così com'è, questa classifica, il solito giochino di fine anno.
Con un'avvertenza: gli ultimi tre posti sono riservati ai primi tre dischi italiani.
1- Break it Yourself - Andrew Bird PLAY
2- Sugaring Season - Beth Orton PLAY
3- Tempest - Bob Dylan PLAY
4- Sun - Cat Power PLAY
5- Banga - Patti Smith PLAY
6- The Laughing Stalk - Woven Hand PLAY
7- Open Your Heart - The Men PLAY
8- Padania - Afterhours PLAY
9- La dieta dell'imperatrice - Umberto Maria Giardini PLAY
10- Sarebbe bello non lasciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile - Dimartino PLAY
venerdì 28 dicembre 2012
Top Ten - I migliori concerti del 2012
Stavolta comincio dai live, anche perché è la pratica più breve ed è bene sbrigarla in fretta. Non è stato un anno di grande musica, questo 2012, in generale. E sicuramente non è stato un anno di concerti per me, che mi sono ritrovato a fare più il babbo che l'uomo di mondo. Quindi questa non è una Top Ten, ma la lista dei soli dieci live che mi sono fatto.
Però c'è un però. Tra i pochi concerti a cui ho assistito quest'anno ci sono quelli delle due migliori band del mondo, oggi e probabilmente degli ultimi vent'anni. Quindi, in fondo, ci si può ben accontentare.
1- Wilco - Firenze (Obihall) - 11 ottobre
2- Radiohead - Firenze (Parco delle Cascine) - 23 settembre
3- Patti Smith - Perugia (Arena Santa Giuliana) - 24 luglio
4- Afterhours - Perugia (Arena Santa Giuliana) - 23 luglio
5- Francesco De Gregori - Perugia (Piazza IV Novembre) - 10 agosto
6- Vinicio Capossela - Perugia (Città della Domenica) - 11 dicembre
7- Zen Circus - Perugia (Urban) - 15 dicembre
8- Cesare Basile - Perugia (Contrappunto) - 1 marzo
9- James Maddock & Dave Immergluck - Perugia (Cactus Cafè) - 17 dicembre
10- Dario Brunori - Perugia (Teatro Pavone) - 5 aprile
mercoledì 28 dicembre 2011
Top Ten - I migliori romanzi del 2011
L'ultima classifica, la più difficile. Perché leggere libri è più faticoso che ascoltare dischi o andare a concerti, e capirli o apprezzarli - non essendoci, di solito o perlomeno a breve, una seconda possibilità - lo è ancora di più. Perché leggere meno libri di quanti si vorrebbe è inevitabile, e allora chissà quanti altri libri migliori dei dieci che trovate qua sotto saranno usciti nel 2011 in Italia.
Detto ciò, io la mia classifica la faccio. Con tutte le riserve del caso, ecco i dieci romanzi che più mi sono piaciuti quest'anno.
1- Libertà - Jonathan Franzen (Einaudi, 622 pagine, 22 euro)
2- Nemesi - Philip Roth (Einaudi, 184 pagine, 19 euro)
3- Il rifugio magico - Norman Manea (Il Saggiatore, 372 pagine, 19.50 euro)
4- La fine - Salvatore Scibona (66th and 2nd, 390 pagine, 20 euro)
5- HHhH - Laurent Binet (Einaudi, 346 pagine, 20 euro)
6- Settanta acrilico trenta lana - Viola di Grado (e/o, 190 pagine, 16 euro)
7- L'evoluzione di Bruno Littlemore - Benjamin Hale (Ponte alle Grazie, 560 pagine, 21 euro)
8- Morte di un biografo - Santiago Gamboa (e/o, 464 pagine, 19.50 euro)
9- Bersaglio notturno - Ricardo Piglia (Feltrinelli, 260 pagine, 16 euro)
10- Le cose che non vogliamo più - Cynan Jones (Isbn, 176 pagine, 17 euro)
venerdì 23 dicembre 2011
Top Ten - I migliori concerti del 2011
E dopo i dischi, i concerti. Per i quali vale ancora di più il discorso della chimica incidentale: io, quelli sul palco, gli altri tutto intorno, lì e in quel preciso momento.
1- Sufjan Stevens - Ferrara (Teatro Comunale) - 24 maggio
2- Bobo Rondelli - Perugia (Teatro Pavone) - 25 febbraio
3- Anna Calvi - Bologna (Locomotiv) - 9 aprile
4- John Grant - Firenze (Sala Vanni) - 13 novembre
5- Steve Wynn - Brisighella (Piazza Carducci) - 9 agosto
6- Cristina Donà - Perugia (Teatro Morlacchi) - 6 maggio
7- Brunori Sas - San Gemini (Piazza Palazzo Vecchio) - 27 agosto
8- Fast Animals and Slow Kids - Perugia (Norman) - 22 ottobre
9- Jang Senato - Perugia (Loop Cafè) - 12 marzo
10- Marianne Faithfull - Perugia (Auditorium San Francesco) - 24 luglio
martedì 20 dicembre 2011
Top Ten - I migliori album del 2011
Le hanno fatte già tutti, le classifiche dei migliori dischi del 2011, e allora le faccio anch'io, in anticipo di qualche giorno sui tempi rispetto al solito.
Quest'anno è uscita molta ottima roba, e la scelta è stata piuttosto difficile. Ovviamente vi ricordo che questa lista non ha la pretesa di essere la lista. C'è molto di quel che considero di indiscutibile valore assoluto, ma c'è anche molto di mio.
E come già un anno fa, devo recuperare un disco fantastico sfuggitomi nel 2011: è Queen of Denmark, di John Grant (PLAY).
In coda, poi, troverete quelli che secondo me sono i tre migliori dischi italiani di quest'anno. A dieci non avrei proprio la forza di arrivarci.
Andiamo, dunque.
1- Anna Calvi - Anna Calvi PLAY
2- The Whole Love - Wilco PLAY
3- The King of Limbs - Radiohead PLAY
4- Build a Rocket Boys! - Elbow PLAY
5- Nine Types of Light - Tv on the Radio PLAY
6- Strange Mercy - St. Vincent PLAY
7- The High Country - Richmond Fontaine PLAY
8- Father, Son, Holy Ghost - Girls PLAY
9- Wolfroy Goes to Town - Bonnie Prince Billy PLAY
10- The King is Dead - Decemberists PLAY
Rimangono fuori dischi più che buoni. Su tutti Bill Callahan. E non posso non fare cenno agli Rem, che nel 2011 hanno chiuso la loro gloriosa storia con un album di inediti più che dignitoso e una raccolta celebrativa ben pensata.
Poi, come detto, gli italiani.
1- S.C.O.T.C.H. - Daniele Silvestri PLAY
2- Sette pietre per tenere il diavolo a bada - Cesare Basile PLAY
3- Torno a casa a piedi - Cristina Donà PLAY
E una segnalazione tra gli indipendenti.
Cavalli, dei giovanissimi Fast Animals ans Slow Kids PLAY
lunedì 28 novembre 2011
Il Dozzini che manca

venerdì 2 settembre 2011
Intervista a Elio - bis

Il Caffè Latino è un locale parecchio fashion che s'affaccia sulla placidità delle sei del pomeriggio di piazza Matteotti, nel cuore di Città di Castello. C'è un tizio in pantaloni corti seduto su un divanetto all'angolo del gazebo che sta sfogliando il programma del Festival delle Nazioni. Fischietta, e aspetta il suo tè caldo, accerchiato da una piccola corte di giornalisti, fotografi e addetti stampa. Tre o quattro ragazzini che stanno attraversando la piazza si fermano a guardare, si danno di gomito. Forse l'hanno visto in televisione, forse lo conoscono per il pezzo di storia della musica pop italiana che ha scritto insieme alla band di cui è il frontman da trent'anni. Evidentemente sono eccitati da quella vista, ma non stupiti. Lo sanno di sicuro anche loro che da lì a poche ore quel tizio farà uno spettacolo in città, proprio per il Festival. Magari loro non c'andranno, perché a sedici anni è difficile che uno finisca in un teatro a vedere Gian Burrasca, ma questo vuol dire poco. Quello è Elio, dicono, Elio che aspetta un tè in un bar di Città di Castello. Poi il tè arriva, lui se lo beve, e in un paio di minuti è pronto. Intervista. Collettiva.
Prima la televisione, poi la carta stampata: tutti, uno dopo l'altro, parlano, tutti possono ascoltare. E voi, adesso, leggere. Per cominciare citano Wikipedia e gli chiedono cosa è cambiato dai tempi di John Holmes. "Venti chili in più", dice lui. Poi sembra farsi serio: "Artista? Musicista? Giudice? Io in realtà sono nient'altro che un uomo del fare". Come non detto. "Ma soprattutto del fare bene, o almeno del tentare di fare bene le cose", e qui è serio davvero. E' un concetto su cui insiste, e non da oggi: "La gente dà sempre meno valore alla capacità di far bene le cose. Vale per chi fa musica, chi fa teatro, chi fa televisione".
Lui in effetti ne fa tante, e tutte egregiamente. Magari molta gente lo identifica con l'Elio giudice di X-Factor e nulla più, ma poco male. "I preparativi dell'avventura su Sky? Stanno andando bene. Morgan pare pure essere tornato in sé". Notiziona. Poi la politica. E' vero che non sei di sinistra, come titolava un paio di mesi fa Vanity Fair? "Sì e no. Voto la gente onesta, tutto qua. E questo centrodestra di certo non lo voterei mai. Anche se dall'altra parte... E' una bella lotta. Ma era grosso, il titolo?". Pare di sì. E l'Italia? Se quindici anni fa era la terra dei cachi oggi cos'è? "La terra dei cachi marci". Semplice. Quanto a Gian Burrasca, "ormai so che non è più solo una mia idea, ma che alla gente piace. È una certezza". E infatti la sera, a San Domenico, cinquecento persone. Poi precisa: "Tutti a chiedermi quanto si somigliano Elio e Gian Burrasca. Ma guardate che il vero Gian Burrasca è Lina Wertmuller (regista dello spettacolo, ndr)".
E ancora il baseball - "come mi piacerebbe tornare a commentare le partite" -, e la Milano di Pisapia. "Ancora non è successo niente. È adesso che il gioco si fa duro". Mangoni, ovviamente, aspetta una telefonata da Palazzo Marino. "Forte dei suoi 1.068 voti", dice Elio, pure qui serissimo, "si merita senz'altro un incarico di responsabilità. Un assessorato no, ma certamente una delega per occuparsi in qualche modo di cultura". E se la Dandini trasloca a La 7? "Magari la seguiamo. È una che ci fa fare quello che vogliamo". Ultima cosa, dicci del nuovo disco degli Elio e le storie tese. "Ci stiamo lavorando. E se ci danno la direzione artistica o il Dopo Festival andiamo pure a San Remo".

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